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  • Patrizia Nardini

Le voci dei ragazzi e delle famiglie ai tempi della quarantena: Silvia

Durante il coronavirus silvia si e’ appassionata al ricamo …e questo e’ il suo ultimo capolavoro….ma ha tanta voglia di mare.

Silvia ha 44 anni, ha una disabilità di tipo intellettivo grave, e ormai da circa 30 anni frequenta i centri socio riabilitativi, che erano diventati il suo appuntamento quotidiano. Con i progetti che la Fondazione ha avviato ha conosciuto anche altre esperienze nuove, come andare in piscina, frequentare un progetto di musica, partecipare a uscite serali in pizzeria con gli amici, e frequentare i fine settimana negli appartamenti che proprio la fondazione ha realizzato, e che la facevano sentire più completa, più grande e gratificata. Ora questa pandemia ha interrotto ogni attività e vengono a mancare anche quelle esperienze che la aiutavano ad uscire dalle sue piccole manie ed atteggiamenti ripetitivi , grazie a spunti nuovi che stimolavano in lei nuove competenze di autonomia…ha imparato a fare tante cose.. i dolci, ad apparecchiare a rifarsi il letto, a vestirsi e rivestirsi da sola…. ed ad ogni azione ben riuscita le si dice “ brava” e sorride.


Le attività e i programmi servono ad impegnare in modo costruttivo le energie, i tempi e i ritmi delle giornate, evitando confusione e fornendo riferimenti precisi e prevedibilità. E’ rassicurante sapere cosa fare e quando. Per le persone con difficoltà cognitive e/o intellettive e psicologiche sono principi importanti ed ovviamente le attività vanno accompagnate dal supporto di un adulto che organizza , guida, sollecita tenendo presente i bisogni, valutando le risorse . Ora Silvia sta tornando indietro, e tutto il faticoso lavoro fatto per anni per affrancarla dalla famiglia, dalla mamma, si sta vanificando. Sta diventando l’ombra di sua madre, attira continuamente la sua attenzione per rassicurarsi, è tornata dipendente da lei anche nelle autonomie personali che prima cercava di espletare da sola; si sta rinchiudendo in una monotona quotidianità che non la aiuta, ma esaspera le sue ripetitività e le sue manie sovrastate a volte dalla noia. E tutto questo ricade sulla madre che deve cercare di impegnarla continuamente, per questo tutti speriamo che questa emergenza possa lasciare il passo alla nostra precedente quotidianità in un tempo ragionevole. Però il ricamo le piace e riesce a fare con una sua certa precisione lavoretti molto carini e con soddisfazione.

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